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        Qwerty n. 1/2007

        Qwerty n. 1/2007

        Qwerty n. 1/2007

        Il terzo numero di Qwerty verte in particolare sulle questioni relative alle attività organizzate in corsi online.

        Anno di pubblicazione: 
        • 1/2007
        Numero di pagine: 
        • 88, con ill. in b/n
        ISBN 1828-7344-71 Tipologia

        Prezzo

        15,00

        Che cosa è “Qwerty”?
        Pubblichiamo il terzo numero (il primo del 2007) di “Qwerty”, la rivista ufficiale dell’Associazione CKBG (Collaborative Knowledge Building Group), comunità di scambio di idee e di collaborazione tra ricercatori che si interessano di formazione in ambienti online. Ciò che li accomuna è la passione per l’apprendimento collaborativo e l’interesse per gli ambienti tecnologici in grado di supportarlo.
        La rivista nasce dalla consapevolezza della necessità di sviluppare la ricerca e la riflessione in questo settore e si rivolge a quanti si interessano dell’uso di tali tecnologie in contesti scolastici, formativi, sociali e di ricerca universitaria. Si propone come un forum di discussione sull’uso delle tecnologie in contesti educativi e di formazione, considerando gli aspetti culturali, sociali, pedagogici, psicologici, economici, professionali.

        Indice del numero 1/2007
        Il terzo numero di Qwerty contiene tre articoli, un articolo ad invito e una recensione.
        Due dei tre articoli discutono questioni connesse alle attività organizzate in corsi on line. Il primo, di Veermans e Lallimo, analizza differenti tipi di partecipazione degli studenti in relazione a differenti profili motivazionali; il secondo, di Rossi, Giannandrea e Magnoler, propone un modello formativo per lo sviluppo di competenze di tutor di corsi on line. Il terzo articolo, di Underwood e Pearlman, si focalizza sulle possibilità offerte dalla tecnologia allo sviluppo di abilità comunicative in bambini autistici.
        L’articolo ad invito, di Schwartz, presentato a un seminario del CKBG nel luglio 2006, analizza il ruolo della visualizzazione nell’attività di costruzione di conoscenza supportata dalla tecnologia, sia dal punto di vista cognitivista sia da quello socio-costruttivista.
        Infine, la recensione di Tateo presenta il libro “Gruppi e tecnologie al lavoro” di Zucchermaglio e Alby, sulla relazione tra aspetti sociali ed usi e abusi della tecnologia.

        Perché si chiama “Qwerty”?
        È il modo con cui viene denominata la tastiera europea. Si tratta delle prime sei lettere della riga più in alto della tastiera e quest’ordine è stato introdotto perché, quando si cominciarono a usare le macchine da scrivere con le tastiere rispettose dell’ordine alfabetico, la gente andava troppo veloce e i tasti si aggrovigliavano. Allora furono mescolate le lettere in modo da rallentare la scrittura, ma successivamente, nonostante questo problema sia stato completamente superato, la tastiera è sempre rimasta così.
        Ebbene, commenta il direttore M. Beatrice Ligorio, “noi crediamo che questa sia una buona metafora dell’intreccio tra cultura e strumenti tecnologici. Infatti, le tecnologie basate sul computer costituiscono degli artefatti culturali presenti con diversi gradi di profondità nelle attività quotidiane di studio e di lavoro degli individui, dei gruppi sociali e delle istituzioni”.

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