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a cura di Bruno Brunetti, Roberto Derobertis

Identità, migrazioni e postcolonialismo in Italia

A partire da Edward Said

Collana: Letterature

Edizione: 2014, pp. 188
ISBN/ISSN: 978-88-6194-223-3

Prezzo: € 20.00

 


Il libro

Edward Said concludeva uno dei suoi più celebri e discussi saggi, Travelling Theory (Teoria in viaggio, 1983), sostenendo che la «coscienza critica» è fondamentalmente la «ricerca incessante di alternative»: alla staticità delle idee, all’arroganza del pensiero dominante, al lavoro degli intellettuali che non mettono in dubbio dogmi e autorità. E chiedeva di praticare un “umanesimo” democratico, aperto a tutte le istanze politiche, sociali e culturali: un processo ininterrotto di (auto)critica e di liberazione.
Sulla scia di questo pensiero i saggi di questo volume propongono una revisione critica del canone letterario italiano (da Marinetti a Calvino), delle pratiche “orientaliste” della letteratura che ha contribuito alla costruzione della inferiorità dei Sud, del discorso razzista istituzionale e intellettuale sulle migrazioni, che ha reso possibili, in particolare, la disumanizzazione dei migranti, l’islamofobia e le politiche di governo delle migrazioni. Ma anche saggi che guidano all’esplorazione di “narrazioni alternative” come quelle prodotte dalla letteratura migrante e postcoloniale italiana (da Shirin R. Fazel a Jadelin M. Gangbo).


Saggi di: Bruno Brunetti, Giuseppe Domenico Basile, Daniele Comberiati, Roberto Derobertis, Fulvio Pezzarossa, Paola Rotolo, Franca Sinopoli.

 

Il curatore

Bruno Brunetti insegna Letteratura italiana e Letterature comparate presso il dipartimento Le.Li.A. (Lettere Lingue Arti. Italianistica e culture comparate) dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro. Ha scritto la prima monografia sul grande autore del giallo italiano degli anni Trenta: Augusto De Angelis uno studio in giallo (Bari 1994). Ha a lungo indagato e scritto su Gramsci, Manzoni, Tozzi, Vittorini, E.A. Poe, Freud e, più di recente, su Joseph Conrad e la modernità coloniale, su Edward Said e l’esilio e sullo sguardo orientalista nella scrittura di De Amicis. Con Roberto Derobertis ha curato L’invenzione del Sud. Migrazioni, condizioni postcoloniali e linguaggi letterari (Bari 2009). Tra le sue pubblicazioni più recenti: Modernità e scrittura letteraria (Bari 2011). Per i nostri tipi ha pubblicato Giallo scrittura. Gli indizi e il reale (2012).




Roberto Derobertis
è docente di Lingua e civiltà inglese nelle scuole secondarie. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Italianistica (2007) con una tesi sulle “scritture migranti” presso l’Università degli studi di Bari Aldo Moro, dove è stato assegnista di ricerca dal 2008 al 2010, occupandosi della letteratura coloniale italiana. Attualmente studia l’intreccio tra letteratura, migrazioni, colonialismo e rappresentazioni dei Sud. Ha curato Fuori centro. Percorsi postcoloniali nella letteratura italiana (Roma 2010); con Bruno Brunetti ha curato L’invenzione del Sud. Migrazioni, condizioni postcoloniali e linguaggi letterari (Bari 2009). Fa parte del progetto di ricerca/network Postcolonialitalia (www.postcolonialitalia.it).

 

Altri titoli di Bruno Brunetti, Roberto Derobertis editi da Progedit:

 


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