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Istituto pugliese per la storia dell'antifascismo
e dell'Italia contemporanea (Ipsaic)

Benvenuto Max

Ebrei e antifascisti in Puglia

a cura di Giuseppina Boccasile, Vito Antonio Leuzzi

Collana: Storia e Memoria

Argomenti: Politica e Scienze politiche, Puglia, Storia, Filosofia

Edizione: 2007, pp. 160, con ill. in b/n
ISBN/ISSN: 978-88-6194-022-2

Prezzo: € 12.00

 


Il libro

"Mi perdonerai? Te i tuoi siete stati sempre di una importanza molto maggiore sulla formazione mia di quanto non mi resi conto sino a poco fa. In quel crollo, voialtri eravate il punto fermo, la saggezza, e il rifugio emozionale per me, giovane rifugiato senza radici vere e proprie. Ed ora che ancora una volta ho rifatto la mia vita in un altro paese, mi manca acutamente quel che mi hai offerto in circostanze simili 25 anni fa". Con questi accenti di grande riconoscenza, il 6 gennaio 1959, da Londra, il medico Max Mayer, ebreo originario di Bonn, esule dalla Germania negli anni Trenta per sfuggire alle persecuzioni di Hitler, si rivolgeva a Tommaso Fiore, ricordandogli il peso che, nella sua formazione, aveva avuto quel gruppo di intellettuali liberalsocialisti che l'avevano accolto a Bari, giovane studente di Medicina, indicandogli la via maestra della democrazia. Il sodalizio che intreccerà nelle famiglie Fiore, Cifarelli, Canfora, Laterza, costituirà un' esperienza indimenticabile e centrale anche quando, ormai laureato ed emigrato in Pakistan e poi a Londra, manterrà i contatti con gli amici e maestri di un tempo. Quella vicenda esaltante viene ricostruita, insieme alla tragedia di un'epoca, attraverso il carteggio inedito che, per mezzo secolo, Mayer intrattiene con Tommaso Fiore, Michele Cifarelli, Fabrizio Canfora, con le loro famiglie e con i giovani antifascisti che gli si raccolsero intorno. Completa il volume un rapporto sui campi di sterminio che un ebreo olandese consegnò a Mayer, medico incaricato dall'ambasciata tedesca di stilare le perizie per l'indennizzo delle vittime del nazismo.

 

Il curatore

Giuseppina Boccasile, già dirigente scolastica, è impegnata nella diffusione della pedagogia popolare freinetiana e nel Movimento di cooperazione educativa. Tra i suoi saggi, ricordiamo "Il potere dell'educazione all'immagine per lo sviluppo del linguaggio e della comunicazione" (1987) e "Quel che resta di Fra' Giacomo" (2007). Vito Antonio Leuzzi dirige l'Istituto pugliese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea. Autore di numerosi saggi sulla storia della Puglia e del Mezzogiorno, ricordiamo, per i nostri tipi, la cura, insieme a Giulio Esposito, del volume "La Puglia dell'accoglienza" (2006).


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