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La scuola delle emozioni: i sentimenti al servizio della mente


Lunedì 25 Marzo 2013

Ripensare un metodo educativo atto ad integrare ragione ed emozioni, con lo scopo di realizzare e rafforzare sempre di più la difficile relazione tra logos e “competenza emotiva”. È questo il messaggio che l’autrice vuole trasferire al lettore attraverso l’analisi dettagliata ed approfondita di ambiti specifici del mondo dell’educazione.


“La scuola delle emozioni” (Progedit Editore, pag. 120, € 15,00) si presenta come una nuova proposta al mondo della formazione, come una riflessione sui ruoli dei protagonisti della scuola emotiva auspicata dall’autrice del volume, come un’attenta analisi delle caratteristiche necessarie per una scuola di questo genere capace di promuovere sia la dimensione cognitiva che quella emotiva. Daniela Dato, difatti, esamina l’antinomia tra emozioni e ragione, credendo possibile una valorizzazione del rapporto che può intercorrere tra questi due elementi al fine di creare una pedagogia delle emozioni utile nell’ambito della formazione e dello sviluppo del bambino per tutto il resto della vita. Disponendo di ricerche teoriche ed empiriche, l’autrice vara nuove esperienze formative e giunge in alcuni casi anche a studiare gli spazi fisici propri dell’ambiente educativo, proponendo di guardare ad essi in un’ottica differente.


“Prendere una decisione, costruire un progetto di vita, voltare pagina, cambiare, lasciare, creare, produrre, sognare, parlare, giocare, lavorare: nessuna di queste attività può essere realizzata senza un coinvolgimento più o meno consapevole, più o meno evidente delle emozioni”. Per riuscire a trasformare la scuola in un luogo in cui il bambino apprenda nozioni e conoscenze in un clima di serenità e benessere è necessario, quindi, “mettere le nostre emozioni al servizio della nostra mente che pensa” e confrontarsi con l’altro. Su questo punto l’autrice cita Zygmunt Bauman riprendendone i concetti di “società individualizzata” o “modernità liquida” in riferimento alla dimensione della diversità che assume un ruolo centrale nell’ambito della conoscenza.


Tesi centrale dell’autrice è la convinzione che la qualità dell’apprendimento dipenda per una buona percentuale dalla qualità della relazione che il soggetto instaura con gli insegnanti e/o i genitori, figure queste ultime che devono porsi come stimolo per la mente e l’intelligenza del bambino.


Con una scrittura attenta e minuziosa, Daniela Dato ci invita a riflettere su un nuovo modo di fare scuola. Un metodo innovativo e meno manualistico, se così si può dire, di avvicinarsi all’insegnamento considerandolo una vivace risorsa di cambiamento.

 

Daniela Dato

La scuola delle emozioni

Quali sono le caratteristiche di una scuola "emotiva", che sappia alfabetizzare alle emozioni, costruire la "competenza emotiva", valorizzare lincontro e lintegrazione tra ragione ed emozioni?

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